La battaglia di Magenta - Rievocazione 2013

4 Giugno 1859
Oltre seimila morti (tre quarti sono austriaci)

Ecco un po' di foto, e sotto la storia.......

(Foto di IW2NTF e IZ2ZVC)

 

Precedenti alla Battaglia

Allo sferzante ultimatum austriaco che impone il disarmo del Piemonte, il 26 aprile 1859 il primo ministro piemontese,Camillo Benso conte di Cavour risponde negativamente. Inizia così la II Guerra d'Indipendenza italiana. Scendono in campo circa mezzo milione di uomini, tra austriaci, francesi e piemontesi. Il piano di guerra austriaco mira a schiacciare il piccolo esercito sabaudo prima che i francesi di Napoleone III possano accorrere in aiuto; il piano tuttavia fallisce, perché l'esercito austriaco, comandato dal vecchio maresciallo Gyulaj, si attarda nelle risaie del Vercellese, appositamente allagate per ostacolare l'avanzata del nemico.

Intanto Napoleone III trasporta velocemente il suo esercito in Italia, servendosi di una rete ferroviaria efficiente. I francesi lanciano un primo attacco agli austriaci a Montebello (20 maggio), mentre i piemontesi si impongono a Palestro (30-31 maggio). Il grosso delle forze franco-piemontesi si appresta ai primi di giugno a passare il Ticino a Turbigo e a Magenta, puntando da lì verso Milano, mentre gli austriaci attendono l'attacco molto più a sud, in Lomellina. Accortosi troppo tardi del tranello, Gyulaj retrocede, ordinando di far saltare il grande ponte napoleonico sul Ticino tra Magenta e Trecate. L'operazione non ha successo. A Magenta si combatte così il 4 giugno 1859 una grande battaglia campale tra l'esercito austriaco, forte di 58.000 uomini, con 176 pezzi, e l'armata franco-piemontese, con 59.100 uomini e 91 pezzi al comando di Napoleone III.

Preparativi della Battaglia

Il piano dei franco-piemontesi consiste nel puntare su Magenta da due direttrici: da Turbigo e dal ponte sul Ticino sulla strada tra Milano e Novara. Lo sforzo maggiore è sostenuto dai francesi, mentre l'esercito piemontese ha il compito di seguire le truppe che muoveranno da Turbigo e di intervenire in caso di necessità.

Il comando austriaco, resosi conto delle intenzioni dei francesi, ordina che il grosso dell'esercito sia spostato dalla Lomellina a Magenta, attraverso Vigevano e Abbiategrasso; la difesa è disposta lungo il Naviglio, confidando di fare saltare i ponti di Robecco, Pontevecchio, Pontenuovo e Boffalora.

4 Giugno, dalle 10 alle 14

Il secondo corpo d'armata francese al comando del generale Mac Mahon viene diviso in due colonne, una al comando del generale stesso, l'altra agli ordini del generale Espinasse; le due colonne partono da Turbigo dirette a Magenta con due itinerari diversi: Mac Mahon passerà per Boffalora, Espinasse per Marcallo. Altre truppe francesi si attestano dopo Trecate sul ponte del Ticino, solo parzialmente danneggiato dall'esplosivo austriaco, in attesa dell'arrivo di Mac Mahon a Boffalora.

Intanto le truppe austriache tardano ad arrivare dalla Lomellina, e a difendere la linea del Naviglio restano solo i 20-25.000 uomini del generale, Clam Gallas che dispone le sue truppe a triangolo, con i vertici a Magenta, Boffalora e Marcallo.

4 Giugno, dalle 14 alle 16

Mac Mahon ordina di investire Boffalora. Non appena odono i cannoni, le truppe francesi in attesa presso il ponte sul Ticino si muovono verso Magenta. A Boffalora gli austriaci riescono a far saltare il ponte sul Naviglio, e difendono strenuamente alcune cascine nei dintorni per guadagnare tempo in attesa dei rinforzi. La battaglia si fa concitata attorno a Pontenuovo, lungo la linea ferroviaria poco lontano dal ponte sul Naviglio che gli austriaci non erano riusciti a minare, con ripetuti attacchi e ritirate da parte dei francesi.

4 Giugno, dalle 16 alle 17

Mentre il terzo corpo d'armata francese, partito al mattino da Novara, ritarda a giungere sul campo di battaglia, Espinasse cerca inutilmente di congiungersi a Mac Mahon a Boffalora. Vengono allora cambiati i piani: le due colonne marceranno separatamente su Magenta, avendo il campanile della chiesa di San Martino come punto di riferimento.

 

Comincia tuttavia ad arrivare da Abbiategrasso il grosso delle truppe austriache, il cui ingresso in linea rende la situazione critica per i francesi, a tal punto che gli austriaci inviano a Vienna un telegramma che annuncia la loro vittoria. In particolare a Pontenuovo la situazione per i francesi appare disperata, con cinquemila uomini che per tre quarti d'ora devono sostenere l'urto di cinquantamila austriaci. L'avanzata di Mac Mahon da Boffalora, restituisce tuttavia fiducia ai francesi, e induce gli austriaci a retrocedere da Pontenuovo per difendere Magenta.

4 Giugno, dalle 17 alle 19

La battaglia divampa attorno alla stazione ferroviaria di Magenta; gli austriaci abbandonano le posizioni e si ritirano nelle case per difendere palmo a palmo il terreno. Il generale Espinasse cade nell'attacco alla stazione ferroviaria, ma la sua divisione e quella di Mac Mahon attaccano con un movimento a tenaglia gli austriaci asserragliati nel borgo, riuscendo a conquistare il controllo delle vie d'accesso. Alle sette della sera gli austriaci si persuadono di aver perso la partita, e si affrettano a ritirarsi meditando una rivincita, che non verrà, per il giorno successivo. Sul campo si contano circa seimila morti, tre quarti dei quali austriaci.

La vittoria franco-piemontese apre le porte alla liberazione di Milano, primo passo verso l'unita d'Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Info tratte da www.comunedimagenta.it

 

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